Il gruppo nasce come progetto di ricerca di musiche e
ballate della nostra terra, quelle che i nostri nonni e anche chi prima
di loro usava canticchiare davanti al fuoco, suonare con strumenti popolari
semplici, o ballare alle feste di paese e ai raduni nelle stalle accompagnati
da racconti e storie di antiche fantasticherie.
Il repertorio spazia dai tradizionali brani piemontesi
quali la Bergera, la Gigo, la Courenta alle musicalità bretoni
(Andrò) fino ad arrivare alle ballate di terre lontane come Schiarazula
Marazula, ben noto brano del 1500 che rievoca antichi riti pagani per
invocare la pioggia.
La maggior parte delle musiche proposte trova il suo
riscontro nella danza, nasce cioè con l’intento di far ballare
la gente in gruppo con continui intrecci di persone, il tutto allo scopo
di conoscenza e scambio.
Gli arrangiamenti però trasfigurano lo schema
tipico del pezzo in un qualcosa di completamente nuovo e di trascinante
che lo segna con timbro indelebile “Masche Parpaje”.
Non meno importanti sono i canti romantici come La Bela
Mariansun, repertorio Cantovivo, che narra dell’intramontabile storia
di innamoramenti vecchia maniera, di serenate con viole e vioulin, di
un giovinetto di Francia che balla la countroudansa.
Il tutto condito con melodici vagabondaggi di note che
corrono sul chanter delle nostre insostituibili pive (strumenti che hanno
le loro radici nella storia della terra piemontese e anche oltre confine),
con sonorità di tamburo che riecheggia burrascoso, tonante o sensuale
a seconda del momento, intervallato da pizzicanti e simpatiche rullatine
di tachenettes o da frizzanti movenze di sonagli che strillano al battere
del tamburello.
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